I PROMESSI SPOSI DI ALESSANDRO MANZONI

Quel ramo del lago di Como , che volge a mezzogiorno, tra due catene non interrotte di monti, tutto a seni e a golfi, a seconda dello sporgere e del rientrare di quelli, vien, quasi a un tratto, a ristringersi, e a prender corso e figura di fiume, tra un promontorio a destra, e un'ampia costiera dall'altra parte; e il ponte, che ivi congiunge le due rive, par che renda ancor più sensibile all'occhio questa trasformazione, e segni il punto in cui il lago cessa, e l'Adda rincomincia, per ripigliar poi nome di lago dove le rive, allontanandosi di nuovo, lascian l'acqua distendersi e rallentarsi in nuovi golfi e in nuovi seni. Quella parte del lago di Como, verso sud, dove ci sono due diverse montagne che continuano una sull’altra, rotonde e piane nelle valli, come procedono le montagne, improvvisamente diventa più stretta e dà spazio al fiume che passa nel mezzo, fra un promontorio a destra, e una larga costiera dall'altra parte. Il ponte, che lì unisce le due rive, sembra rendere ancor più visibile questa trasformazione, e sembra che indichi dove il lago finisce, e l'Adda (il fiume) rincomincia, per ripigliar poi nome di lago dove le rive, allontanandosi di nuovo, lascian l'acqua distendersi e rallentarsi in nuovi golfi e in nuove insenature...

Da Alessandro Manzoni, I Promessi Sposi, Cap. 1.

Leggi il resto della descrizione e confrontala con il paesaggio reale.

 

Sai dov’è, in Italia, il lago di Como?

Qui una cartina che ti puo` dare alcune indicazioni.

Ritorna al testo e osserva la tecnica narrativa di Manzoni.

La descrizione parte da una ‘zoommata’ generale e poi si avvicina sempre più ai dettagli particolari per passare alla storia.

Conosci I Promessi Sposi?

 

Se vuoi sapere di più dei Promessi Sposi e di Alessandro Manzoni

qui due links:

http://it.wikipedia.org/wiki/I_promessi_sposi

http://it.wikipedia.org/wiki/Alessandro_Manzoni

DON ABBONDIO E I BRAVI

 

Leggi e poi confronta quello che hai letto con i due video:

Per una di queste stradicciole, tornava bel bello dalla passeggiata verso casa, sulla sera del giorno 7 novembre dell'anno 1628, don Abbondio, curato d'una delle terre accennate di sopra: il nome di questa, né il casato del personaggio, non si trovan nel manoscritto, né a questo luogo né altrove. Diceva tranquillamente il suo ufizio, e talvolta, tra un salmo e l'altro, chiudeva il breviario, tenendovi dentro, per segno, l'indice della mano destra, e, messa poi questa nell'altra dietro la schiena, proseguiva il suo cammino, guardando a terra, e buttando con un piede verso il muro i ciottoli che facevano inciampo nel sentiero: poi alzava il viso, e, girati oziosamente gli occhi all'intorno, li fissava alla parte d'un monte, dove la luce del sole già scomparso, scappando per i fessi del monte opposto, si dipingeva qua e là sui massi sporgenti, come a larghe e inuguali pezze di porpora. Aperto poi di nuovo il breviario, e recitato un altro squarcio, giunse a una voltata della stradetta, dov'era solito d'alzar sempre gli occhi dal libro, e di guardarsi dinanzi: e così fece anche quel giorno. Dopo la voltata, la strada correva diritta, forse un sessanta passi, e poi si divideva in due viottole, a foggia d'un ipsilon: quella a destra saliva verso il monte, e menava alla cura: l'altra scendeva nella valle fino a un torrente; e da questa parte il muro non arrivava che all'anche del passeggiero. I muri interni delle due viottole, in vece di riunirsi ad angolo, terminavano in un tabernacolo, sul quale eran dipinte certe figure lunghe, serpeggianti, che finivano in punta, e che, nell'intenzion dell'artista, e agli occhi degli abitanti del vicinato, volevan dir fiamme; e, alternate con le fiamme, cert'altre figure da non potersi descrivere, che volevan dire anime del purgatorio: anime e fiamme a color di mattone, sur un fondo bigiognolo, con qualche scalcinatura qua e là. Il curato, voltata la stradetta, e dirizzando, com'era solito, lo sguardo al tabernacolo, vide una cosa che non s'aspettava, e che non avrebbe voluto vedere. Due uomini stavano, l'uno dirimpetto all'altro, al confluente, per dir così, delle due viottole: un di costoro, a cavalcioni sul muricciolo basso, con una gamba spenzolata al di fuori, e l'altro piede posato sul terreno della strada; il compagno, in piedi, appoggiato al muro, con le braccia incrociate sul petto. L'abito, il portamento, e quello che, dal luogo ov'era giunto il curato, si poteva distinguer dell'aspetto, non lasciavan dubbio intorno alla lor condizione. Avevano entrambi intorno al capo una reticella verde, che cadeva sull'omero sinistro, terminata in una gran nappa, e dalla quale usciva sulla fronte un enorme ciuffo: due lunghi mustacchi arricciati in punta: una cintura lucida di cuoio, e a quella attaccate due pistole: un piccol corno ripieno di polvere, cascante sul petto, come una collana: un manico di coltellaccio che spuntava fuori d'un taschino degli ampi e gonfi calzoni: uno spadone, con una gran guardia traforata a lamine d'ottone, congegnate come in cifra, forbite e lucenti: a prima vista si davano a conoscere per individui della specie de' bravi.

http://www.youtube.com/watch?v=jxkNZCtuF0M

http://www.youtube.com/watch?v=nMLYEBevMqo

Racconta con le tue parole cos'e` capitato a Don Abbondio e riportalo alla classe.

I personaggi e i loro mestieri:

Chi ritraggono queste figure? Che cosa fanno nella loro vita?

Questo link ti puo` essere utile:

http://www.scudit.net/mdpromessi.htm

Riesci a descrivere la loro personalita`?

I Promessi Sposi in scena